una vita in-attesa...
"Una raccolta disordinata di pensieri, incontri e banalità..."
A volte mi scopro immerso in un mare di pensieri quando, davanti ad un semaforo rosso, sono in-attesa del verde.
Altre volte faccio strani incontri in qualche ufficio o negozio in-attesa del mio turno.
Spesso sono rapito dal pancione di qualche mamma in-attesa e molte volte le mie bimbe mi sorprendono con qualche domanda o affermazione davvero in-attesa.
E così lo spicchio di blog che stai leggendo nasce proprio da questi momenti in-attesa, da qualche sorpresa in-attesa e verrà alimentato dalle emozioni o dalle banalità che riuscirò a raccogliere ed inviare esclusivamente dal mio telefono cellulare che ormai, volente o nolente, è diventato un compagno di viaggio (a volte scomodo) di questa vita...in-attesa!
A volte mi scopro immerso in un mare di pensieri quando, davanti ad un semaforo rosso, sono in-attesa del verde.Altre volte faccio strani incontri in qualche ufficio o negozio in-attesa del mio turno.
Spesso sono rapito dal pancione di qualche mamma in-attesa e molte volte le mie bimbe mi sorprendono con qualche domanda o affermazione davvero in-attesa.
E così lo spicchio di blog che stai leggendo nasce proprio da questi momenti in-attesa, da qualche sorpresa in-attesa e verrà alimentato dalle emozioni o dalle banalità che riuscirò a raccogliere ed inviare esclusivamente dal mio telefono cellulare che ormai, volente o nolente, è diventato un compagno di viaggio (a volte scomodo) di questa vita...in-attesa!
il mio blog - una vita in-attesa...
Mercoledì 25 Gennaio 2012 15:00
Era da moltissimo che non scrivevo in questa sezione...quasi 4 anni accidenti.E pensare che quando l'ho aperta mi sembrava una bella cosa. Ma poi si sà, la mente è sempre in overload di informazioni e tende a dimenticare...
...mi sembra di ricordare che la perdita di memoria a breve termine sia proprio un segnale dello stress. Che dicevo? Appunto... :-)
Oggi però questa giornata inattesa e soprattutto in attesa mi spinge a riaprire questo piccolo cassetto. Sono al pronto soccorso, da solo, steso su un lettino con un ago infilato al braccio e i pensieri che viaggiano per le corsie come tanti infermieri in emergenza per un codice rosso. Mi separano dalle altre persone delle leggere tendine verdi; alla mia destra un anziano signore che sta coniando bestemmie che non ho mai sentito in vita mia, e alla mia sinistra un carcerato, piantonato da tre guardie penitenziarie, che si lamenta un po' per il dolore un po' per l'attesa. Anche in questo caso intuisco parole non proprio dolci dirette verso il cielo, ma sarà la lingua, sarà il borbottare, sono molto meno chiare delle schiette imprecazioni in dialetto veneto del mio anziano compagno di ricovero.
Sono in osservazione, ho avuto un forte dolore e vogliono controllare di cosa si tratta...perchè scrivo? Non lo so! Forse per passare il tempo, forse per dire qualcosa di buono sulla Sanità Italiana. Sì avete letto bene: qualcosa di buono!
Vedo passare davanti a me decine e decine di persone: medici, infermieri, vigilanti, addetti alle pulizie, volontari...proprio non me la sento di dire che qui non funziona niente. Anzi, funziona tutto proprio bene e devo essere sincero: provo sempre più ammirazione per le persone che fanno una professione a contatto con le persone, a contatto con il dolore, a contatto con il disagio e sanno essere professionalmente dolci e attente.
Credo basti così, mi fermo qua...questa giornata nella mia agenda era pianificata in maniera completamente diversa, ma qualcosa mi sta costringendo a stare qui, in attesa. Sembra poco, ma è moltissimo e questa attesa mi sta insegnando moltissimo...
















Sono